Il vaccino Covid-19: una spiegazione semplice

Il vaccino Covid-19: una spiegazione semplice

Spesso chi non si è ancora vaccinato ha dubbi e paure sul vaccino Covid-19: la cosa è comprensibile perché c’è stata un’informazione confusa, contradditoria e urlata.

Questo articolo spiega in maniera molto semplice:

    • Come funziona il sistema immunitario
    • Come funziona un vaccino
    • Il vaccino Covid-19 a mRNA
    • Vaccino ed effetti collaterali
    • Il sistema di farmacovigilanza

Tutti questi temi, come già detto, verranno spiegati in maniera veloce e comprensibile a tutti; per degli approfondimenti più tecnici t’indicheremo alcuni link se li riterremo utili e non eccessivamente difficili.

Come funziona il sistema immunitario

Ci vorrebbe un’enciclopedia per descrivere con precisione come funzionano le nostre difese.

Quello che conta sapere qui è che quando un “nemico” (virus, batterio, fungo o altro) pericoloso entra nell’organismo ci sono due tipi di risposta:

  • Risposta Immunitaria Innata: è una reazione rapida che cerca di bloccare l’attacco; non è specifica e quindi non sempre ha successo.
  • Risposta Immunitaria Acquisita: è una risposta più lenta ma molto specifica e precisa contro quel particolare “nemico”.
    E’ più lenta perché c’è una fase di preparazione e poi una reazione difensiva organizzata.

Spieghiamo brevemente la risposta acquisita perché ci servirà a capire come funziona un vaccino.

Ogni nostro “nemico” ha una sua struttura specifica, con delle parti particolari (antigeni) che lo rendono diverso da tutti gli altri e riconoscibile: sono una specie di “carta d’identità” che sarà utile al nostro sistema immunitario.

Supponiamo che un “nemico” che non ci ha mai colpiti in passato superi la prima linea di difesa (Risposta Innata): a questo punto entrano in gioco i globuli bianchi (linfociti) che organizzano una reazione più specifica.

Prima di tutto dei particolari globuli bianchi si “mangiano” l’invasore, lo spezzettano e mostrano ad altre cellule difensive questi frammenti: in un certo senso è come se ne analizzassero la “carta d’identità” per poi dare l’allarme.

Accorrono poi altri globuli bianchi, i linfociti T e i linfociti B, che attivano una risposta coordinata e molto efficace, in cui si producono anticorpi “su misura” contro questo particolare invasore.

Gli anticorpi rendono più visibile e riconoscibile il “nemico”: si attaccano a quelle parti molto specifiche che lo caratterizzano (gli antigeni) e come un “braccialetto elettronico” lo segnalano ad altre cellule del sistema immunitario che accorrono a neutralizzarlo.

E’ come già detto una risposta più complessa e articolata, molto specifica ed efficace e con una caratteristica straordinaria: si formano anche delle cellule della “memoria immunitaria” che ricordano questo specifico invasore e in un futuro scateneranno una reazione difensiva molto più rapida ed efficace se dovesse tornare ad attaccarci.

Questa straordinaria Risposta Immunitaria Acquisita ha un solo limite: se il “nemico” è nuovo e molto aggressivo prima che l’organismo organizzi una risposta partendo da zero può riuscire a fare danni molto gravi, a volte permanenti e anche mortali.

E’ ad esempio il caso del Covid-19.

Riassumendo in una frase: il nostro sistema immunitario contro un virus nuovo e aggressivo può non fare a tempo a organizzare una difesa efficace.

Come funziona un vaccino

Per aiutare il sistema immunitario ad affontare malattie pericolose si è pensato di stimolare una risposta acquisita, quella cioè che causerebbe la malattia vera, usando un preparato che contiene il virus o il batterio (o parti di essi) trattato in modo da renderli inoffensivi.

Questo “nemico” reso innocuo, ma sempre ben riconoscibile, fa partire una risposta immunitaria completa, con i linfociti T che lo attaccano e attivano tutte le difese dell’organismo; soprattutto si forma quella memoria immunitaria che ci proteggerà se lo stesso virus, ma vivo, pericoloso e aggressivo, dovesse provare un giorno ad attaccarci.

L’idea ha ormai più di 200 anni, e chi vuole può andarsi a leggere la storia di chi ha inventato il primo vaccino QUI.

Ci sono tanti tipi di vaccini, ma quello dell’influenza ci mostra in che modo possono anche cambiare e venire migliorati nel tempo.

I primi tipi erano a virus intero inattivato, cioè nel vaccino c’erano i virus dell’influenza interi ma neutralizzati in modo da non causare la malattia; erano efficaci ma volte davano qualche effetto collaterale molto fastidioso.

Si è pensato allora di frantumarli e inserire nel vaccino solo dei pezzetti che contenessero quegli antigeni specifici del virus.

Infine, con un ulteriore progresso, si sono prodotti i vaccini attuali a subunità, cioè con solo la piccolissima parte di antigene che scatena la risposta immunitaria.

Sono modifiche che hanno reso via via il vaccino contro l’influenza più sicuro, con poche reazioni avverse ma sempre molto efficace.

E spiegano che per fare un vaccino potente ma con pochi effetti collaterali un’ottima idea è, quando possibile, usare una parte molto piccola che sia molto specifica di quel virus e che insegni alle nostre difese a riconoscerlo e ricordarsi di lui.

In questa maniera si avrà una difesa già pronta, rapida ed efficace ma si ridurranno gli effetti collaterali e avversi del vaccino.

Riassumendo in una frase: il vaccino è una “palestra” per il nostro sistema immunitario, gli insegna riconoscere e combattere più rapidamente nemici nuovi.

Il vaccino Covid-19 a mRNA

Partendo da questa idea di usare un solo pezzetto di virus, la strada normale che si fa con moltissimi vaccini è quella di coltivarlo in un laboratorio molto sicuro e protetto, in modo da crearne molte copie, e poi inserirne un piccolo frammento in ogni fiala.

Una strada però che richiede tempi molto più lunghi e in questo caso la manipolazione di un virus pericoloso e ancora praticamente sconosciuto; per fortuna alcuni scienziati, davvero geniali, hanno trovato un’alternativa straordinaria.

L’antigene, cioè la parte del virus che scatena la risposta immunitaria, è la ormai famosa proteina Spike, che il Covid-19 usa per entrare nelle cellule e riprodursi.

Le nostre cellule producono di continuo milioni di proteine diverse indispensabili alla nostra sopravvivenza, ad esempio per riparare i piccoli danni che il nostro corpo ha giornalmente.

Le cellule ricevono dall’organismo una specie di “messaggio” con le istruzioni su quali proteine produrre; è un messaggio preciso ma che dopo poco tempo si autodistrugge, in modo che quando la cellula ha finito il suo lavoro non produca più la proteina richiesta, almeno fino a nuovo ordine.

Questo “messaggio” si chiama appunto RNA messaggero (mRNA) e come già detto è un’istruzione precisa ma temporanea, che si disattiva da sola in breve tempo.

Facendo un paragone simpatico, è come le istruzioni dell’IKEA: le usi solo per montare una volta quel preciso mobile e poi le butti via subito perché non servono più.

I vaccini Covid-19 attualmente in uso, ComiRNAty della Pfizer e ModeRNA, contengono un mRNA che stimola alcune nostre cellule a produrre l’antigene del virus, la proteina Spike, per un brevissimo periodo, sufficiente però ad attivare la risposta immunitaria specifica e la memoria immunitaria.

Mentre l’mRNA del vaccino si autodistrugge le nostre difese continuano la loro “esercitazione” e producono anche i famosi Anticorpi IgM e IgG che sono il segnale più noto (e misurabile con appositi test) che il vaccino ha fatto bene il suo lavoro.

Quando un virus Covid-19 vero proverà ad attaccarci la nostra memoria immunitaria lo riconoscerà immediatamente, farà partire subito una risposta in precedenza già organizzata e allenata dal vaccino e lo inattiverà prima che possa fare danni.

Questo spiega perché, se capita che un vaccinato s’infetti col Covid-19, la malattia o non parte del tutto e il virus viene eliminato oppure si ha una forma più leggera e curabile.

Sono davvero pochissimi i vaccinati che finiscono in terapia intensiva, e di solito sono anziani che avevano già altre malattie: persone già indebolite e il cui sistema immunitario, nonostante l'”allenamento” del vaccino, è ormai troppo “stanco” per difendersi con forza.

Ma un momento: il vaccino non doveva formare un muro contro il virus e non farlo passare?

Riassumendo in una frase: i vaccini Covid-19 hanno una tecnologia rivoluzionaria che li rende sicuri ed efficaci.

Vaccino ed effetti collaterali

Partiamo da quest’ultima domanda: ma perché si ammalano anche i vaccinati, sia pure molto meno?

Se hai letto attentamente fin qui la risposta è ovvia: il vaccino non impedisce al “nemico” di entrare nel nostro corpo, anche perché visto che il Covid-19 passa dalle vie respiratorie per tenerlo fuori bisognerebbe tappare totalmente naso e bocca: evidentemente impossibile.

Vicino a una persona infetta che diffonde il virus anche un vaccinato “respira” il Covid, e questo spiega perché può essere anche temporanteamente positivo a un tampone: il virus entra nelle vie respiratorie e il test lo segnala.

Ma poi parte alla carica la nostra immunità acquisita stimolata dal vaccino, che riesce a eliminarlo rapidamente o comunque limita di molto i danni, dando una malattia molto più leggera e meno grave che si supera più facilmente.

Fatta questa premessa, vediamo brevemente (e sempre semplificando) quali sono gli effetti collaterali, partendo dai più comuni fino a quelli più rari (dati relativi a ComiRNAty-Pfizer):

  • Dolore e gonfiore al braccio nei giorni successivi: l’effetto è però comune a qualsiasi vaccino, non solo contro il Covid.
  • Forma simile a una leggera influenza, con uno o più di questi sintomi: mal di testa, dolori muscolari, febbre anche elevata, stanchezza e debolezza
  • Nausea e vomito, più raramente diarrea
  • Forme ansiose (non derivanti dal vaccino ma da una paura pregressa alla vaccinazione stessa), a volte vertigini
  • Sfoghi cutanei

Una delle notizie più preoccupanti ma FALSA diffusa un po’ ovunque è che il vaccino a mRNA possa modificare il DNA di una persona, cioè alterarne i geni.

Questa informazione è falsa perché non può succedere che l’mRNA cambi il codice genetico; è una legge immutabile della natura, come quella per cui l’acqua di una cascata cade verso il basso e non viceversa.

Detto questo, vediamo ora le reazioni più gravi ma per fortuna estremamente rare.

Riassumendo in una frase: i vaccini a mRNA non possono modificare il codice genetico e dare una mutazione imprevista.

Effetti collaterali: i numeri

Quando si parla di numeri, c’è sempre chi li mette in dubbio ma in tutte le Nazioni c’è un sistema di sorveglianza che segnala qualsiasi effetto pericoloso e, se necessario, blocca l’uso di un farmaco.

Parlando di numeri, facciamo riferimento alla documentazione Italiana dell’AIFA che se vuoi trovi QUI.

  • Su quasi 85.000.000 (85 milioni) di dosi somministrate ci sono state 101.000 sospette reazioni avverse, cioè circa un caso ogni mille (per la precisione ogni 840).
  • Di questi casi con effetti, la maggior parte (più di 8 volte su 10) erano non gravi e risolvibili con terapie leggere a casa; quindi i casi seri sono stati circa 1 ogni 5600.
  • Per fare un paragone, nel 2019 su 60 milioni d’Italiani ci sono stati 172.000 incidenti stradali, uno ogni 350 persone; in pratica è tre volte più probabile fare un incidente stradale che avere un effetto da vaccino.

C’è stato un momento nella campagna vaccinale, in particolare quando si usava AstraZeneca (ora non più impiegato in Italia), con casi di morte improvvisa dopo il vaccino, che hanno molto spaventato.

I dati complessivi a fine settembre 2021 erano:

  • Morti imputabili al vaccino, su circa 85.000.000 di dosi somministrate: 608 (circa un morto ogni 150.000 iniezioni fatte, fonte AIFA).
  • Per confronto, l’ISTAT segnala che tra il febbraio 2020 e l’aprile 2021 ci sono stati poco più di 4.000.000 (quattro milioni) di malati Covid-19, di cui morti circa 120 mila, vale a dire circa 1 ogni 33 malati (vedi lo studio ISTAT QUI).

Precisiamo che il dato di mortalità Covid-19 si riferisce ai positivi senza specificare se il Covid è stata la causa principale o ha fatto aggravare malattie già presenti.

E su questi dati si è scatenato il dibattito se davvero questi sono morti di Covid o persone che dovevano morire comunque ma che sono state etichettate come “morti di Virus” per ingannare il popolo (teoria del complotto o delle multinazionali).

Sempre i dati ISTAT però ci dicono che rispetto al solito (media anni 2015-2019) nel 2020 ci sono stati circa 100.000 morti in più del normale, per la precisione 746.146 in tutto; in mancanza di altre cause evidenti, i dati parlano da soli.

Un’ultima considerazione: tra l’aprile 2020 e il 2021 in Italia ci sono state circa 4500 reazioni avverse da paracetamolo, altrettante da ibuprofene e circa 13.000 da amoxicillina (fonte: EMA).

Questo per far capire che qualsiasi farmaco, anche quelli che riteniamo sicuri, possono dare effetti imprevisti, come qualsiasi attività della vita (ad esempio, come già detto, guidare l’automobile).

Riassumendo in una frase: qualsiasi farmaco, anche i vaccini, può dare effetti collaterali ma spesso le malattie che combattono sono molto più pericolose.

Il sistema di farmacovigilanza

In fondo a questo lungo articolo ricordiamo che in Italia, come nella maggior parte dei paesi del Mondo, c’è una rete di controllo sulla sicurezza dei farmaci che si scambia anche dati tra una nazione e l’altra.

Questo sistema parte anche da te, che puoi segnalare un effetto imprevisto o avverso di un farmaco al tuo medico o alla farmacia, che lo trasmetteranno agli enti di controllo.

Il tuo dato entrerà in una statistica e qualora si vedesse che un effetto sta diventando troppo frequente parte un allarme che può portare anche al blocco della vendita e al ritiro del farmaco.

Un esempio è il ritiro, che fece scalpore quando avvenne molti anni fa, di un farmaco della Bayer bloccato per la segnalazione di numerosi effetti collaterali.

Proprio in questi gioni c’è stata anche la condanna definitiva dell’azienda per quel medicinale: leggi la notizia QUI.

Per quanto riguarda il vaccino Covid-19 è stato anche usato per la prima volta un sistema di controllo e analisi degli effetti continuo e rapido: la “Rolling Review“, in cui tutte le segnalazioni e novità sono continuamente aggiornate (più info QUI,dopo la parte riguardante Sputnik).

Riassumendo in una frase: c’è un sistema internazionale che controlla la sicurezza dei farmaci, e per il vaccino Covid-19 è stato reso ancora più efficace e rapido.

Concludendo…

Abbiamo cercato di darti informazioni e spiegazioni sul vaccino Covid-19, che speriamo ti siano utili sia se l’hai già fatto che se sei ancora in dubbio.

Il messaggio che vogliamo darti è che il vaccino è sicuro e protegge da una malattia grave come il Covid-19 ma, ancora più importante, vaccinandoci tutti rendiamo la vita molto difficile al virus e un giorno o l’altro (non a breve purtroppo) potremmo costringerlo a sparire dalle nostre vite.

E’ già successo in passato col vaiolo e la poliomielite, che non esistono più grazie alla vaccinazione.

Come qualsiasi farmaco (anzi, come qualsiasi azione umana) a volte ci può essere un effetto imprevisto, spiacevole e molto raramente mortale; ma di fronte alla pericolosità di Covid-19 il rischio è davvero basso.

Una cosa che non può fare questo articolo è cancellare la paura, che a volte è irrazionale ma è comunque un sentimento molto forte e “selvaggio”, molto difficile da domare: per quello dovrai cercare di trovare da te le forze.

Il che, in un momento con tante notizie fake, fasulle e assurde, a volte è difficile.

La prima regola non solo per il Covid-19, ma per qualsiasi argomento, è raccogliere più informazioni possibili e cercare di capire quali sono giuste e quali no: può essere complicato ma è l’unico modo per non farsi idee sbagliate e pericolose.

Le informazioni di questo articolo sono state volutamente semplificate per renderlo facile, chiaro e comprensibile a tutti.
Per ulteriori precisazioni e approfondimenti abbiamo riportato il link ad alcuni articoli che però a volte, soprattutto quando si parla di dati statistici, possono essere più difficili da interpretare.
Se hai altri dubbi chiedi chiarimenti a un profesionista sanitario, come il tuo medico o il farmacista.

Articolo scritto il 1° novembre 2021
dal Dr. Gabriele Nobili
Farmacia Nobili – Cavaria